Carnevale…!

Eccoci qua, è passata anche la festa di Carnevale ed inizia una nuova Quaresima.

Per chi non è potuto venire alla festa svoltasi Sabato, ecco a voi il mitico video di apertura realizzato da Alex ed Emanuele, presentatori della serata che hanno messo in scena questo capolavoro dopo aver accettato “spontaneamente” l’incarico da parte del Presidente: buona visione!

MALTEMPO? UN GRANDE VALORE PEDAGOGICO …

Una riflessione sul disagio creato dall’ondata di freddo e neve

Ci siamo…!!!siamo ritornati….!!!è tempo di crisi…e anche il nostro blog la sta conoscendo…ma noi acmmessini non ci scoraggiamo e siamo gente che ai problemi trova sempre una soluzione e guarda le cose con un certo ottimismo…ma come ben si sa non siamo scrittori e non è sempre facile trovare argomenti per voi, così ho deciso di mettermi alla ricerca nel web di qualcosa che possa destare in voi un po’ di sana riflessione e cerchi di aiutare questo blog un po’ in difficoltà. Ho trovato questo articolo su zenit.org, scritto da Salvatore Vitiello, che secondo me merita un’attenta riflessione. Lo lascio a voi senza aggiungere altro, senza dare il mio punto di vista…infine il nostro blog è libero e aperto a tutti…

di Salvatore Vitiello*

ROMA, sabato, 4 febbraio (ZENIT.org).- Le condizioni di maltempo su tutta l’Italia e sull’intera Europa, con temperature siberiane ed importanti nevicate, hanno certamente determinato un profondo disagio per tutti, impedendo gli spostamenti e, talvolta, perfino di assolvere ai “normali” doveri lavorativi, stravolgendo l’ordinario svolgimento delle giornate.

Tuttavia, pur nell’oggettiva difficoltà di una situazione forse non adeguatamente prevista ed affrontata, è possibile, e quindi doveroso, porre in evidenza un elemento positivo: la presente situazione climatica ha un profondo valore pedagogico. In che senso?

Nel senso che ci educa tutti a ricordare che non siamo i “padroni del mondo”, che non tutto è nelle nostre mani, che i nostri mezzi ipertecnologici possono essere messi fuori uso da un improvviso abbassamento delle temperature o da un semplice blackout elettrico.

Dover camminare lentamente, a causa della neve e del ghiaccio, restituisce al “cammino” il suo significato, passo dopo passo, guardando attentamente dove si poggia il piede, osservando sia tutto ciò che si ha intorno, sia le persone che ci è dato di incrociare. Lentamente, con calma, quasi recuperando, d’improvviso, il tempo rubato dalla civiltà dei consumi e del quale, ormai, nemmeno ci rendiamo più conto.

La neve, poi, non solo ovattando i suoni, ma fermando la circolazione, ha reso le nostre città improvvisamente più silenziose, meno caotiche! Siamo davvero sicuri che il cosiddetto caos di queste ore, sia peggiore di quello che quotidianamente viviamo nel trambusto del traffico e nella concitazione dei vari impegni?

La realtà esiste! È per noi, è fuori di noi e non siamo noi a determinarla totalmente! La realtà è ancora capace di stupirci, e non solo nello sguardo incantato per i fiocchi di neve che cadono; la realtà ci stupisce perché è più grande dell’uomo. Possiamo e dobbiamo spalancarci ad essa, conoscerla, interagire per migliorarla, ma non siamo i “padroni” né i creatori del mondo. Qualche giorno di “fermo” alle frenetiche esistenze dell’uomo contemporaneo, non può che far bene, molto bene, allo spirito. Se ne approfitti per stare con le persone più care e condividere “pezzi di vita” che si sono lasciati indietro, per leggere quel buon libro che attende da mesi, per pregare un po’ quel Dio che ha fatto tutte le cose, che ha creato anche te e che, troppo spesso, dimentichi anche di salutare.

Il maltempo, contro il quale ben poco possiamo fare, ha il suo valore pedagogico: ci ricorda chi siamo, collocandoci gentilmente, ma invincibilmente, al nostro posto di creature. Ci obbliga a rallentare i ritmi (disumani) che spesso abbiamo e ci dona un po’ di silenzio, merce preziosissima, ma poco valutata nell’epoca contemporanea. Il maltempo educa, necessariamente, ad obbedire alla realtà.

E se, camminando nella neve, ci è parso di incrociare più facilmente lo sguardo ed il sorriso degli altri, affaticati ed impacciati come noi, non stupiamocene: si chiama umanità.

* Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma

 

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Estate 2012: un divertimento che è la fine del mondo!

Ciao a tutti, carissimi lettori.

Ultimamente abbiamo un po’ latitato con gli argomenti, però non temete: presto riprenderemo, soprattutto se contribuirete inviandoci nuovi spunti per nuove discussioni. Non è facile infatti trovare sempre temi ben argomentati su cui discutere, pertanto se avete qualche idea o proposta non esitate a farcela pervenire, anche tramite i commenti.

Veniamo a noi ora però: sono state definite le date degli appuntamenti estivi, perciò non perdiamoci tanto in chiacchiere e veniamo al dunque:

23 – 30 luglio: Campo III media;
30 luglio – 8 agosto: Campo I-II tappa;
8 – 16 agosto: Campo Gambellara;
16 – 24 agosto: Campo III – IV – (V) tappa.

Le date non sono ancora del tutto definitive, ma sono abbastanza sicure da consentirvi di prenotare le ferie.
Prossimamente pubblicheremo anche le date del montaggio/smontaggio campo.

Alla prossima!

Che caos, che confusione!!

Da “Segno” di Dicembre 2011 prendo questa provocazione: “Riusciremo a ritrovare il giusto tempo per il lavoro e la festa? Impareremo a conciliare vita professionale e vita famigliare?”.

Una bella frase che ci aiuta a riflettere soprattutto oggi che è nato per noi Gesù, ed è proprio vero, alle volte sembra ce ne dimentichiamo.

Oggi viviamo in una società, dove bisogna correre, bisogna “fare”, occorre  riempire il tempo fino all’ultimo secondo e non ci prendiamo mai del tempo per restare da soli e riflettere su di noi e la nostra vita. NON SAPPIAMO PIÚ STARE IN SILENZIO E COGLIERE IL BELLO DI FERMARCI UN PO’!.

Così anche le nostra feste e le nostre domeniche ormai sono anch’esse piene di cose da fare e piene di impegni, vuoi per le partite di calcio, vuoi per andare a far compere o per altri mille motivi e così finisce il fine settimana e non siamo mai stati con le persone che ci vogliono bene e non abbiamo sfruttato questo tempo per andare più a fondo nelle nostre relazioni o non abbiamo pensato a fare qualcosa di bello, di utile per qualcuno e per fare anche un po’ di silenzio appunto.

Molte persone oggi lavorano, soprattutto negli ospedali, nelle case di riposo dove ci sono persone che hanno bisogno del loro aiuto e del loro sostegno e della loro professionalità ed esperienza ma anche bisogno di ascolto, pensiamo anche a loro, e alla loro “missione” nel servire i più bisognosi e speriamo che anche loro oggi, creino un bel ambiente anche se di sofferenza ascoltando i loro pazienti e magari facendo due chiacchiere.

E noi cosa possiamo fare? Ognuno è libero di trovare il suo modo per stare in silenzio con sé stesso ma forse, noi oggi, come giovani di Azione cattolica, sarebbe bello se in questo clima di festa e di convivialità, anche attorno ad un buon piatto e un bel bicchiere di vino (uno solo!) provassimo a costruire relazioni più vive, più umane e ci prendessimo del tempo per noi, per riflettere, per pensare a cosa è importante e per cosa vale la pena vivere, a ricostruire quella scala di valori che oggi per molti è un’utopia un qualcosa di astratto e provassimo anche solo per dieci minuti a stare da soli in silenzio e facessimo un regalino al “festeggiato” di oggi, che non ci chiede tanto, non ci chiede cose materiali, ma ci chiede solamente un po’ di tempo per Lui, un po’ di silenzio e allora sì che Natale non è solo oggi, ma è uno stato d’animo che può continuare per tutto l’anno.

BUON NATALE A TUTTI GLI ACMMSINI…!

E se potessi cambiare la tua vita con un click?

Non so chi di voi abbia mai visto il film: “Cambia la tua vita con un click”. Bè, lo consiglio a tutti, è una bella commedia divertente ma che al tempo stesso fa riflettere.

Il protagonista, Michael Newman, è un architetto che sta facendo carriera ma è preso non solo dal lavoro ma anche dalla famiglia, dalla moglie, dai figli da accontentare  oltre a fare tutte le cose della vita quotidiana. Così cerca un rimedio che gli faciliti il tutto e gli permetta di passare sopra a tutti i fatti della vita pesanti che ti stressano. Un giorno per caso trova un personaggio un po’ strano aldilà di una porta di un supermercato che gli regala un telecomando magico con cui può manipolare la realtà mettendo in pausa, mandando avanti veloce ecc… .

Purtroppo però capirà ben presto che non è tutto oro quel che luccica poiché vedrà che mandando avanti, saltanto i fatti della vita per non soffrire si perdono anche i momenti importanti, belli che vivono i padri di famiglia e tutte le persone in generale.

Ma quante volte anche noi, vorremmo avere un telecomando magico per mandare avanti i momenti tristi che viviamo e poter in qualche modo “scoprire subito” il nostro futuro che oggi più che mai è un pagina oscura della nostra vita?

Però allo stesso modo anche noi come Michael Newman, potremmo perdere dei bei momenti della nostra vita.

Noi cosa sceglieremo? Il telecomando o la vita normale con tutte le difficoltà che essa comporta?

Ammettiamolo molte volte sarebbe bello e facile avere questo telecomando, ma credo che la vita sia un dono, bello ed emozionate anche con le proprie note tristi e i momenti bui e credo che questi momenti ci facciano vivere meglio e in maniera più piena quelli belli e divertenti.

Noi come cristiani sappiamo che la vita va vissuta al cento per cento anche soffrendo come ha fatto Gesù per noi, e forse tante volte quel telecomando per superare i momenti brutti è proprio Lui, però si sa alle volte premere quel tasto del telecomando per facilitare un po’ le cose senza far fatica non farebbe male…

Noi in quel caso cosa sceglieremo?ognuno tiri le sue conclusioni.

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Io sono la voce [?]

Il Vangelo di Giovanni di oggi da’ un valido spunto per una  personale riflessione pre-natalizia.
Quindi non aggiungo altro, enjoy it!

Gv 1,6-8.19-28

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Sognare ad occhi aperti…

Martin Luther King

…per poi svegliarsi un giorno e scoprire che si stava vivendo la realtà: “I have a dream”, ovvero “Io ho un sogno”. Quanti di voi l’hanno mai pensato?
Dai, se ci dite che non ci avete mai pensato lo sappiamo tutti che vi si allunga il naso all’istante.

Sognare è importante, perché permette di guardare avanti, aiuta ad impegnarsi costantemente, giorno dopo giorno, per il raggiungimento di un obiettivo che spesso appare distante, ma che non possiamo mai perdere di vista.

C’è chi sogna il successo nello sport, nel lavoro, nel sociale.
C’è chi vuole una vita semplice, serena e normale, e non sempre si tratta di un obiettivo così scontato.
C’è poi chi ha dei sogni che sembrano vere utopie, ma che lavorando duramente e perseverando nella rincorsa dei propri traguardi puntualmente li realizza.

Molte di queste persone si saranno poste un sacco di domande lungo il proprio cammino, soprattutto nei momenti più bui: persone come Martin Luther King, Nelson Mandela, Madre Teresa, ma anche Lance Armstrong, Alex Zanardi, Steve Jobs e tantissime altre persone di successo.

Come fare? Cos’hanno di diverso queste persone? E se sbaglio? Riuscirò mai a fare qualcosa di veramente grande per me?
Riuscirò mai a essere una persona di successo? Già, ma cosa significa essere una persona di successo?

Le risposte a queste domande si possono trovare insieme, dunque… a voi le risposte: via con i commenti!

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Amore…

Lancio a voi questa provocazione…

Cos’è l’Amore? ne parlavamo noi, animatori e animati di seconda tappa lunedì scorso al gruppo, e questa domanda quasi sicuramente ci porterà avanti per tutto l’anno. Lunedì abbiamo deciso di fare un piccolo brainstorming su cosa significa per ognuno di noi la parola Amore in tutte le sue sfaccettature: amore per gli  altri, rapporto, sentimento, emozioni ma anche amore per se stessi.

Leggi l’articolo completo

..il Bacio del Papa..

Per secoli religione e scienza ci hanno tenuti lontano dalle immagini. Oggi, invece, è il mezzo più utilizzato per comunicare.

Tv, internet, giornali, riviste non sono altro che una quantità infinita di immagini  in serie che ci viene bombardata costantemente. Soprattutto a partire dall’ultimo secolo, le scoperte nel campo dell’immagini e dell’immaginario si sono moltiplicate portando nuove teorie e metodi in tutti i campi del sapere: sociologia, antropologia, fisica, tecnica, ecc.. In più il progresso nelle tecnologie dell’immagine da’ la possibilità a chiunque voglia, dal professionista al bambino, di avere a disposizione strumenti e software per fare, creare, elaborare e modificare le immagini. L’importanza dell’immagine è oggi così rilevante, che viene usata in varie occasioni come un vero e proprio mezzo per lanciare messaggi.

E proprio sull’immagine punta la comunicazione della nota azienda trevigiana Benetton. Fin dall’iniziola Benetton ha usato le immagini per farsi conoscere e per smuovere la gente a riflettere sulle questioni che l’azienda stessa sostiene: il razzismo, l’anoressia, l’aids, ecc..

Qualche giorno fa è tornata alla carica con la campagna 2011 “Unhate” che vede i protagonisti della scena politica e religiosa mondiale darsi dei baci. Il senso della campagna è quello di denunciare una cultura dell’odio, che spesso nasce dalla “paura dell’altro”, in un momento storico di grandi turbamenti e di crisi come quello attuale.

Tra tutti i vari accoppiamenti fatti, emerge in modo particolare il bacio del papa con Ahmed el Tayyeb, l’imam egiziano di Al-Azhar, tanto che è stata rinominata appunto la campagna pubblicitaria del bacio del papa. Il Vaticano ovviamente ha subito risposto che è una “provocazione inaccettabile” che violava “il rispetto della figura del Santo Padre”, e poche ore dopo avere minacciato azioni legali, la gigantografia, appesa a Roma a Ponte Sant’Angelo è stata tolta. Molti gruppi cattolici hanno fatto presente il loro sdegno. Ad esempio i papa-boy, che si sono sentiti fortemente offesi,  hanno invitato “i giovani a boicottare i prodotti Benetton fino a quando questa campagna non sarà sospesa e rimossa la pubblicità in tutte le sue forme”.

Un’immagine piuttosto forte quindi… ma è così “solamente” perché usa in modo non appropriato il nome e il volto del pontefice, o perché ci troviamo di fronte a un’immagine, in un certo senso, utopica ,di due opposti che non troveranno mai un punto d’incontro?

21/11: BE THERE

La serata sarà tenuta dai giovani che hanno partecipato alla GMG in un modo completamente nuovo: interattività, risate e aneddoti divertenti saranno parte di un incontro diverso dal solito.

Siete tutti invitati: animati, animatori, genitori, nonni, fratelli e sorelle… tutti!

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